Questo sito richiede di avere JavaScript abilitato.

Tatuaggi Giapponesi



Parlare di tatuaggi giapponesi significa parlare di una delle più rinomate e conosciute tradizioni di tatuatori al mondo. Nonostante non sia antichissima come tradizione, risalendo infatti al diciassettesimo secolo, è comunque una delle più importanti. In Giappone i tatuaggi non sono sempre stati ben visti, per cui alcuni dei più bravi operatori del settore sono stati costretti a lavorare in anonimato e il più nascosti possibili.

 

Tatuaggi giapponesi

 

La tradizione veniva tramandata come per le migliori conoscenze artigiane attraverso il rapporto fra maestro e allievo, quindi quando un giovane voleva imparare questa arte, altro non doveva fare che tanta e tanta gavetta nella bottega di un maestro tatuatore e passare anni fra disegni ed ombreggiature fino ad apprendere tutti i segreti. Non esistevano infatti scuole per un’arte che come detto rasentava spesso la clandestinità. Faceva parte della tradizione giapponese marchiare coloro che erano considerati dei criminali.

 
I temi dei tatuaggi giapponesi
 

Comunque il tatuaggio in giappone non aveva uno scopo unicamente decorativo, come per molti oggi, ma un significato spirituale, quindi la loro complessità è spesso così spiegata. I temi della tradizione giapponese sono quelli più noti della tradizione orientale, quindi draghi, lanterne, tigri, fiori di loto, paesaggi mitici, e ovviamente samurai. Altri temi molto in voga anche ai giorni nostri sono le raffigurazioni dei cinque elementi del cosmo, i cosiddetti go dai, acqua, che rappresenta le cose liquide, terra, simbolo delle cose solide, aria, che rappresenta le cose mobili, fuoco, che simboleggia le cose distrutte, e vuoto, che rappresenta ciò che non fa parte della vita quotidiana. Fondamentale il tema delle nuvole, che rappresentano ciò che è leggero, ma anche mutevole, quindi indica anche i cambiamenti fisici e morali di ciascuna persona.

 
Tecnica e tradizioni
 

Quello che contraddistingue la tradizione giapponese rispetto quella occidentale è comunque la tecnica, profondamente diversa da quella cui siamo abituati, che solitamente utilizza più o meno sempre ormai macchine automatizzate: la tecnica giapponese, tramandata come detto da maestro ad allievo nel corso dei secoli, è detta Tebori, che significa circa: scolpire nella pelle. Infatti per i Tatuaggi giapponesi si usa un bastone di bambù, materiale tradizionale giapponese che al giorno d'oggi è stato sostituito da materiali sterilizzabili con più facilità per motivi di igiene, alla quale estremità è fissato un ago, o una fila di aghi che verranno quindi fatti penetrare nella pelle con una serie di movimenti ritmici da parte del maestro tatuatore. L’ago in principio non era removibile, mentre oggi è invece mobile, ovviamente per migliorare l’igiene del paziente e portare a zero ogni rischio di contagio.

 

Quindi, di fronte alle nuove esigenze che vedono in primo piano l’esigenza di igiene totale anche la tradizione si è fatta da parte. In Italia è quasi impossibile trovare uno studio dove fare un autentico tatuaggio Tebori, data la tecnica molto difficile, quindi con risultati difficilmente raggiungibili dai professionisti di casa nostra. Per avere un autentico tatuaggio in stile giapponese, con ad esempio scritte, lettere, pesci o fiori, occorre entrare in contatto con qualche maestro giapponese, magari attraverso qualche associazione culturale in contatto con questo paese. I costi ovviamente lieviteranno ovviamente di molto, ma certo se è stato scelto un buon maestro il risultato sarà senz'altro meraviglioso.