Piercing al capezzolo introflesso: possibile?



Il capezzolo introflesso è quella particolare forma di capezzoli che anzichè esser rivolta verso l’esterno, è rivolta verso l’interno. Tale anomalia, molto diffusa fra le donne è spesso causa di disagi sia a livello fisico che psichico, ma anche a livello fisiologico in quanto se introflesso, impedisce l’allattamento.

Nei casi di capezzolo introflesso, il piercing potrebbe addirittura essere considerato un rimedio, consigliato da alcuni medici per risolvere questa anomalia. Il motivo è molto semplice, il piercing infatti, inserito nel capezzolo evita l’introflessione dello stesso, tenendolo estroflesso sino al momento in cui si estendano i dotti lattiferi. Tuttavia, vi sono alcuni casi in cui è impossibile praticare il piercing, il caso più noto è quando il capezzolo è troppo vicino alle ghiandole, in questo caso è meglio evitare. Qualora sia invece possibile i risultati possono essere soddisfacenti.Il piercing al capezzolo è comunque uno dei più delicati e che necessita di molta cura ed attenzione, è un piercing abbastanza doloroso, considerando anche il fatto che si tratta di una zona particolarmente ricca di terminazioni nervose e sensibile.

Il periodo di cura, abbastanza lungo, va dai due mesi all’anno per la completa guarigione e durante il periodo iniziale è assolutamente necessario evitare di indossare indumenti eccessivamente stretti, tra questi anche i reggiseni, ed indumenti che possono impigliarsi e causare danni. Il metodo di cura è uguale a qualsiasi altro piercing, si prediligono le soluzioni saline e si consiglia di fare attenzione a qualsiasi cambiamento di dolore o formazione di pus per scongiurare le infezioni.

 

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