I tatuaggi presso il popolo romano



Al pari della cultura giapponese anche nell’antica Roma il tatuaggio era una decorazione riservata solamente a specifiche categorie di persone. Inizialmente la stigma (definito così il tatuaggio) era portato solamente dagli schiavi, dai gladiatori e criminali solo nel tempo anche i soldati iniziarono ad essere tatuati. La nobiltà non portava tatuaggi ma Caligola oltre alle sue varie stranezze pare ne avesse un altra. Quella di punire membri della nobiltà tatuandoli in segno di disprezzo e per punirli di qualche azione che lui riteneva poco appropriata, quindi i tatuaggi che per i Traci erano simbolo di onore invece per il popolo romano lo erano di schernimento come appunto quelli che effettuavano i giapponesi sui criminali.

A tal proposito figuravano anche scritte davvero pessime come quelle nelle quali veniva evidenziato che magari uno schiavo era scappato dal suo padrone, erano comunque simboli identificativi nel mercato degli schiavi e vennero vietati progressivamente, dapprima si decise di tatuare braccia e gambe e lasciare fuori il volto perché doveva essere pulito per presentarsi a dio, vietati definitivamente da Papa Adriano 1° nel 787 perché troppo vicini al paganesimo e quindi al male per quella che era allora la chiesa di Roma. Come abbiamo visto la storia di due emisferi diversi è stata tutto sommato vicina nella considerazione di un segno distintivo (Giappone-Roma) e questo aspetto dovrebbe far riflettere. Nella nostra galleria di oggi abbiamo deciso di inserire immagini legate alla città di Roma.

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